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Premio QDE 2010

L’anno della maturità e della crescita per il Premio Mosnel QdE

Il 2010 è l'anno della maturità e della crescita per il Premio Mosnel QdE. Nella terza edizione in campo ci sono ancora Mosnel con una nuova prestigiosa cuvée, ADI, che con la sua autorevolezza ha individuato i nuovi partecipanti al premio e tanta creatività; ma debuttano anche alcune belle novità.

Innanzitutto il Franciacorta DOCG Pas Dosé Riserva 2004, protagonista del premio: per il terzo anno un prodotto eccezionale, frutto di un’annata straordinaria, per la prima volta in due diversi formati e in maggiori quantità; i professionisti e gli studi chiamati a partecipare al Premio dovevano vestire 400 bottiglie Magnum numerate, e anche altre 4.000 bottiglie, sempre numerate, formato 0,75. Inoltre la sfida si è fatta ancora più entusiasmante: ai designer non è richiesto di realizzare soltanto l’etichetta del prodotto, ma l’intero packaging, comprensivo di etichetta e di confezione che contenga la bottiglia (pensata sia per la versione 0,75 litri che per la Magnum di 1,5 litri).

Il vincitore

Francalma Nieddu

La Giuria del Premio Mosnel “Questione di Etichetta 2010”, riunitasi il 9 giugno a Roma, premia l’etichetta realizzata dalla designer Francalma Nieddu dello studio italo-tedesco ondesign per aver rappresentato al meglio l’identità dell’azienda e aver saputo introdurre un elemento grafico in sintonia con il prodotto. Il progetto selezionato si è particolarmente distinto per l’analisi approfondita e puntuale delle possibili varianti e declinazioni cromatiche dell’etichetta e del packaging. La Giuria si è espressa a favore della versione con sfondo nero, per l’eleganza e la maggior coerenza con la bottiglia. Molto apprezzato l’accorgimento di numerare le bottiglie, sottolineando così l’esclusività di ciascun pezzo e l’aspetto di unicità di un prodotto in edizione speciale e limitata.

La giuria

Presidente:

Luisa Bocchietto / Presidente ADI

Giuria

  • Daniele Cernilli / Direttore Responsabile di Gambero Rosso e Curatore Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso
  • Bruno Pizzul / Giornalista e gourmet
  • Sonia Pedrazzini / Packaging designer e Direttore editoriale Impackt Contenitori e Contenuti
  • Walter Mariotti / Direttore incaricato IL, mensile Il Sole 24 Ore
  • Dan Lerner / Wine blogger
  • Lucia Barzanò / Mosnel

La Giuria ha attribuito una Menzione Speciale al progetto presentato da Giovanni Brunazzi dello Studio Brunazzi e Associati per l’originalità dello studio presentato.

Andrea Brunazzi

Leggere bollicine dorate che compongono la foglia della vite, sembrano evaporare danzando verso l'alto

Il progetto è stato sviluppato sulla base di alcune considerazioni relative a come attualmente si stanno definendo nuovi trend del design del packaging del vino e delle etichette. Se da un lato le “etichette classiche” sono ancora la maggioranza, con l’utilizzo di carte, colori e grafica che rimandano agli stilemi tradizionali (come il formato orizzontale, fustellature e impressioni a caldo di oro o argento) dall’altra esempi più moderni e innovativi si stanno imponendo nella progettazione.

Formati verticali, caratteri tipografici o disegnati appositamente, utilizzo di codici di colore svincolati da regole ormai datate, compongono un panorama più attento alla visibilità, alla leggibilità e, soprattutto, alla identità visiva della marca. Il progetto presentato per Mosnel tenta di innovare ancor più il concetto di etichetta come “segno” inconfondibile, raffinato, coerente con le caratteristiche e la qualità del vino che identifica. La forma nasce dalla fusione di tre cerchi di diametro differente con rapporti geometrici definiti. Il fondo nero opaco viene valorizzato da un contorno in oro a trancia, mentre la grafica è volutamente semplice per essere molto leggibile con il nome del vino nel cerchio centrale, mentre il marchio è nel primo cerchio in alto. La forma risultante è così completamente diversa dalle solite etichette. L’uso dei cerchi rimanda in astratto alla forma degli acini d’uva.

Biografia

Nata nel 1985 su iniziativa di Giovanni Brunazzi, uno dei pionieri della comunicazione d’impresa e dell’immagine aziendale in Italia, Brunazzi&Associati è un’agenzia in grado di fornire servizi esclusivi e altamente professionali nell’ambito della comunicazione integrata e delle strategie d’immagine, a cui si aggiunge la specializzazione in corporate e brand identity, editoria e packaging. Alla base di ogni piano di intervento studiato da Brunazzi&Associati, c’è sempre un’attenzione particolare all’immagine esistente ell’azienda committente, accompagnata allo studio della sua realtà produttiva e distributiva, dei suoi concorrenti e del suo mercato di riferimento. Brunazzi & Associati ha collegamenti professionali in Europa, Stati Uniti e Canada. Molti progetti di Brunazzi&Associati hanno ricevuto centinaia di prestigiosi premi e riconoscimenti, anche internazionali.

Maria Cristina Hamel

Una forma che richiama quella dell’acino, elemento primo ma non unico

Nel mio progetto ho voluto racchiudere i messaggi informativi che qualificano la produzione di Mosnel in una forma che richiama quella dell’acino, elemento primo ma non unico, che determina questo pas dosè. Il colore oro ne sottolinea la preziosità, la rarità e il rispetto dovuto a questo eccezionale prodotto. La rosa stilizzata con all’interno un’ulteriore rosa di dimensioni minori, è un richiamo a Rosina Rosa Cacciamatta, determinante presenza femminile fin dagli albori dell’azienda.

Biografia

Nasce a New Delhi nel 1958, trascorre la sua infanzia in India, Thailandia e Austria. Nel 1973 si trasferisce con tutta la famiglia a Milano dove completa gli studi nel 1979 presso la Scuola Politecnica di Design. A Milano collabora con Ugo la Pietra, Ambrogio Rossari e Alessandro Mendini, partecipando attivamente ad Alchimia e a moltissimi progetti tra cui alcuni per Alessi. Durante il 1987 è stata assistente di Alessandro Mendini presso l’Università di Arti Applicate di Vienna, ha insegnato anche al National Institute of Design di Ahmedabad in India, al Craft ENAD di Limoges (Francia), all’ISIA di Faenza, all’Università del Progetto di Reggio Emilia, e presso la NABA (Nuova Accademia di belle Arti). All’attività di designer da sempre affianca la ricerca di nuove espressioni nel campo della ceramica con esperienze significative presso alcuni dei migliori laboratori nei vari siti storicamente vocati a questa attività: Deruta, Albisola, Castellamonte, Sesto Fiorentino, Modra (Slovacchia), Milano, Pietrasanta. Numerosissime sono le sue personali, da Arte Fiera a Bologna nello spazio del Comune di Sassuolo (MO), a Milano e Verona fino al Triennale Design Cafè (Milano) nel 2009; una selezione di suoi lavori è stata inserita nel Design Year Book del 1997. Nel 1994 ha fondato con Cesare Castelli, una Società per lo Sviluppo e la Diffusione del Design e ha curato la ricerca di nuovi prodotti e il loro layout per il Reparto Casa del Dept. Store Fiorucci di Milano e Verona. Collabora stabilmente con numerose aziende in tutti i settori dell’arredamento, dell’oggettistica e degli allestimenti fieristici, tra cui: Alessi, Acme, Arzberg, Ariston, Anthologie Quartett, Bisazza, Bardelli, Edra, FGB, Richard Ginori, Koziol, Leonardo, Marioni, Carlo Moretti, Moto Guzzi, Play Line, Post Design- Memphis Milano, Ritzenhoff, Salviati, Segno, Sica, Tissot, United Pets. Selezionata al Compasso d’Oro e al Bundes Preis für Design.

Ilaria Marelli

Eleganza e raffinatezza

Eleganza e raffinatezza sono i tratti che negli anni hanno contraddistinto l'identità di un marchio di fascia alta e rinomata qualità quale Mosnel, e ad esse ci siamo ispirati per la realizzazione dell’etichetta e del packaging distintivo dell’ultima pregiata cuvée, in edizione limitata, del Franciacorta DOCG Pas Dosé Riserva “Qde” 2004. Il concept è stato sviluppato attorno al gioco di rimandi cromatici e semantici da noi individuati fra i colori oro e nero, caratteristici del marchio e i concetti di esclusività e sobria eleganza, che contraddistinguono il brand. L’obiettivo della prima fase progettuale è stata la sintesi grafica di questi rimandi, al fine di trasmettere nel modo più immediato, attraverso la comunicazione che etichetta e packaging riescono a veicolare, sia il consolidato posizionamento di nicchia del brand, sia l’unicità della cuvée e della produzione in serie limitata.

Il packaging progettato vuole essere un contenitore dall’estetica originale, di forte impatto; e allo stesso tempo un oggetto polifunzionale in grado di comunicare al meglio l’identità di un marchio pregiato quale Mosnel e allo stesso tempo la preziosità ed esclusività del contenuto.

Con questa intenzione, abbiamo deciso di proporre un oggetto che richiama nella forma e nella portabilità il glamour moda di una pochette, realizzata in cartone bicolore con esterno nero opaco ed interno a contrasto color oro satinato. Il packaging proposto é infatti studiato per avvolgere la bottiglia proteggendola dalla luce e dagli urti e allo stesso tempo per permettere un facile trasporto grazie alla maniglia ricavata direttamente dalla fustella.

Dal punto di vista grafico l’esterno della confezione/pochette riporta la silhouette profilata di una bottiglia, riprendendo così il tema distintivo dell’etichetta, con all’interno orientati in orizzontale il “logotipo Qde” accostato alla dicitura “Riserva 2004” e in verticale il logotipo completo “Mosnel” e il contenuto in litri.

La scelta di orientare diversamente i due logotipi coincide da unlato con la volontà di riprendere il tema principale dell’etichetta e dall’altro con la particolarità del packaging stesso che può essere posizionato sia in orizzontale sia in verticale. Diciture, logotipi e grafiche sono a contrasto in oro opaco proprio come sull’etichetta. Il forte impatto estetico di questa confezione è in grado di attirare l’attenzione e allo stesso tempo comunicare visivamente, oltre che qualitativamente, la propria unicità distinguendosi dai competitor. Oltre alla valenza comunicativa, è da sottolineare la grande praticità di un packaging di questo tipo, in grado di consentire una facile trasportabilità del prodotto. Anche per il packaging, dunque, abbiamo scelto di limitare la palette e di giocare con i due colori nero e oro usati anche per l’etichetta e di riproporre, come unico elemento distintivo, la silhouette della bottiglia in modo da uniformare ulteriormente il progetto di immagine coordinata.

Biografia

Ilaria Marelli, architetto e designer, apre nel 2004 il laboratorio di idee ilaria marelli studio, che si occupa di architettura, design, interni e allestimenti. Collabora con aziende internazionali come Cappellini, Cassina, Zanotta, Fiam, Coro, Bonaldo, E&Y, Coin, Axil, Invicta, Lancia e Tivoli Audio per la creazione di prodotti e collezioni, e crea pezzi unici per mostre internazionali. Si occupa di allestimenti legati al mondo della moda e del design, della progettazione di showroom e interni privati. Interessata agli aspetti sociali e culturali della progettazione, è promotrice del primo progetto sul cohousing in Italia, docente di Industrial Design presso il Politecnico di Milano e collabora con Poli.design su temi di ricerca applicata. Nel 2007 è stata chiamata dal Ministero per i Beni Culturali a far parte del primo Consiglio Italiano del Design ed è stata premiata da Letizia Moratti con il premio MILANODONNA 2008.

Francalma Nieddu

Una forma che richiama quella dell’acino, elemento primo ma non unico

Da cosa partire per sviluppare un’immagine coordinata di un prodotto particolare come un vino in edizione limitata, un FRANCIACORTA Pas Dosé? Dall’azienda fino ad arrivare a scoprire meglio le caratteristiche del prodotto.

Un’azienda che come tante dedite al vino per passione riesce ad avere il risultato sorprendente di vini blasonati FRANCIACORTA DOCG. Il risultato di anni di sapiente gestione di un territorio con spiccata vocazione enologica da parte di tutti ma in particolare di una donna speciale: Emanuela Barboglio che negli anni sessanta da una nuova impronta all’azienda con grande rispetto dell’ambiente, alta densità di viti e bassa resa di uva per pianta per ottenerne la massima qualità. Molto importante la frase che firma ogni loro etichetta “dal 1836 il tempo e l’esperienza ci insegnano come trasformare le nostre uve in emozioni”.

E poi curiosare nelle caratteristiche del prodotto: un vino raro e importante con una cuvèe prestigiosa, caratterizzato da una quantità limitata imbottigliata in 400 bottiglie Magnum da 1,5 litri e 4000 in bottiglie da 0,75 litri. Nel nome stesso è contenuta la magia del terroir e del particolare trattamento “Pas Dosé” che lo rende con un perlage fine e persistente. Dopo aver provato ad esaltare la calibrazione di vari vitigni, Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero fermentati in vasche d’acciao e in piccola parte in botti di rovere, ho seguito l’istinto di esaltare proprio la qualità più nascosta e che si apprezza solo quando si gusta tale preziosa bevanda: il perlage. Un omaggio allo spirito femminile di Emanuela Barboglio. Continua ad affascinarmi quest’immagine di piccole perle che racchiudono l’essenza di un sapiente processo di vinificazione nel loro essere piccole, quasi della stessa grandezza e persistenti. E così provo a fare un’associazione con una collana di perle rare che adorni la bottiglia, gioiello essa stessa per il suo prezioso contenuto. L’etichetta prende vita con uno spazio incorniciato travalicato da un elemento decorativo costituito da un filo di perle dorate tutte dello stesso diametro, come ricordo di un delicato e prezioso perlage stampato in color oro. Il carattere usato per le scritte dell’etichetta è il ITC Blair MT che al posto del minuscolo usa un maiuscoletto che risulta essere maestoso ma nello stesso tempo sobrio ed elegante. In color oro come il logo stampato nelle fascette del collarino della bottiglia insieme ad un tono di arancio che riprende il colore lucido e metallico della capsula. La carta è di un colore avorio, che riprende quelle classiche usate anche da Mosnel. In questo caso ho ipotizzato una vergata di pura cellulosa esente da cloro e wet strength come la Laid Corolla Ivory Fredrigoni di 80 gr/mq. L’etichetta ha la stessa forma per le due capacità di bottiglia, ma con dimensioni adatte alla forma di ognuna. È fustellata per dare l’opportunità al decoro di “uscire” dall’etichetta. Sull’etichetta da 1.5 L si può apporre a mano il numero della bottiglia per enfatizzarne l’esclusività della edizione limitata.

Biografia

La designer Francalma Nieddu nasce a Sorrento (NA) nel 1963. Studi di arte orafa a Sorrento, Industrial Design all’ISIA Roma, Design Direction alla Domus Academy Milano, Master in Industrial Design allo IED Torino e in Strategic Design al Politecnico di Milano. Insieme al grafico tedesco Olav Jünke, dal 2002, conduce lo studio italo-tedesco di design e comunicazione ondesign ad Amburgo. Vive fra Italia e Germania. Disegna per passione gioielli (premi da L’Accademia di Moda, Roma), accessori (premi L’accessorio di domani, Milano) e oggetti con materiali riciclati. Progetta per aziende come B.Bbover, Cleto Munari, Alessi, Caimi, Motorola, Autogrill. Insegna progettazione gioiello in scuole di oreficeria. Per l’agenzia SDI cura casi studio di eccellenza del design europeo (progetto EVAN). Espone a mostre come: Nuovo bel design dello Studio Mendini Milano 1992; Plant for Plant a Tokio 1995; Under 35 di Opos Milano 1996; Message on the bottle di Ondesign al Triennale Design Museum Milano 2008; Design Mediterraneo ad Istanbul 2009. Premi: Eulda, EDAwards, Mediastars e Pentawards per il suo design. Segnalata per il Designpreis Deutschland 2011. Scrive di design, trend e packaging.

Naoko Shintani

Un richiamo nella forma e nella portabilità il glamour moda di una pochette

Il progetto della confezione punta sull’alta qualità e unicità del prodotto. Ho lavorato a una scatola di foggia insolita e preziosa, una sorta di pentagono allungato, un poliedro elegante, sobrio e prezioso come una gemma. Ma sorprendente quando si apre, in quanto le mille sfaccettature d’argento specchiante del fondo evocano l’allegria rutilante, il movimento e la leggerezza delle bollicine dello spumante “QdE”. Per comunicare il concetto di regalo personale ed esclusivo ho usato il colore blu notte per l’esterno della scatola e per il nastro che la chiude semplicemente avvolgendola. E ho progettato le scritte in rilievo per dare una piacevole sensazione tattile. Il tono raffinato della confezione ne fa un oggetto da regalo raro e prezioso, che nasconde un segreto… Una volta aperta, la scatola “esplode” come fa il tappo dello spumante, in mille barbagli di luce e allegria.

Biografia

Nata in Giappone. Vive e lavora in Italia dal 1989. Si occupa di industrial design collaborando con aziende del settore arredo domestico e oggettistica per la casa. Crea inoltre progetti per il settore del packaging e dell’allestimento fieristico e espositivo. Tra i suoi clienti: Arflex, Nordoca, Pomellato, Miele, Alessi.