Il vino nasce prima di tutto in vigna, dal lavoro certosino di chi, durante l’anno, segue, cura e indirizza le piante di vite verso la produzione della miglior uva possibile. È per questo che cerchiamo di essere il più possibile precisi nella gestione dei nostri vigneti, anche e soprattutto quando si tratta di rinnovarli.
Da un paio d’anni uno dei nostri vigneti non è più in produzione. Si tratta di 3,5 ettari di terreno che fino al 2013 erano coltivati a chardonnay e pinot nero. Era un vigneto che ci ha sempre dato grandi soddisfazioni, con un’esposizione veramente ottimale e una produzione che ci ha sempre soddisfatto. Le vigne però erano ormai vecchie e stanche, e dunque – seppur a malincuore – abbiamo proceduto all’espianto.
Oggi, dopo due anni di riposo durante i quali il vigneto è stato colonizzato dalle erbe spontanee dei prati, è giunto il momento di riportarlo in vita, restituendolo alla sua funzione originaria: produrre uva. Ma progettare e reimpiantare un vigneto non è così semplice: entrano in gioco mille variabili che spaziano dalla tecnica d’impianto, passando per l’agronomia e arrivando alla gestione finale delle viti. Per questo abbiamo indetto una riunione a cui erano presenti Lucia e Giulio Barzanò, il nostro Responsabile Tecnico Flavio Polenghi, il nostro responsabile dei vigneti, l’Agronomo Pierluigi Donna, oltre all’azienda che si occuperà dell’impianto e la Società che ci affianca nella gestione dei vigneti.
Abbiamo deciso che il vigneto sarà reimpiantato a chardonnay (70%) e pinot nero (30%). Fino a qui tutto semplice. Ma la parte più impegnativa è la definizione dei dettagli, perché ci possono essere mille modi diversi per impiantare un vigneto. Oltre a questo bisogna considerare che l’impianto deve essere progettato per durare almeno 30 anni, tempo medio di vita di un vigneto. Ognuno dei presenti ha quindi portato la propria esperienza, partendo dalla teoria e arrivando alla pratica. Nel corso della riunione abbiamo deciso assieme i materiali per i pali, per i fili, per l’ancoraggio a terra, per i tutori, la distanza fra le file e fra le piante, l’altezza della banchina, quando impiantare, come finire la preparazione del terreno, i cloni e l’orientamento dei vigneto, e tutta un’altra infinita serie di variabili. A breve inizieremo a lavorare il terreno, mentre l’impianto vero e proprio è previsto per marzo, tempo permettendo.