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Borgo Mosnel

Imboccando da ovest la contrada (dai vigneti) sui lati si possono osservare tipici esempi di cascine lombarde del XVII e XVIII sec. da decenni adibite a cantine con vasche d'acciaio, botticelle di legno e cataste di bottiglie in affinamento di Franciacorta Mosnel. Qui si trova anche l'agriturismo e lo spazio di accoglienza aziendale.

Sul lato sinistro, procedendo lungo la contrada, si ergono tre Palazzi dei secoli XVI e XVII; due di questi hanno conservato le loro linee originali mentre la villa principale, residenza della famiglia Barboglio, ora Barzanò, ha subito nel corso dei secoli diverse trasformazioni assumendo l'aspetto attuale in seguito ai radicali restauri nel periodo neoclassico. Proprio la facciata di quest'ultima villa è rappresentata nel logo dell'Azienda Mosnel.

Osservando nei dettagli, si notano due torrette seicentesche adibite un tempo a portineria e scuderia legate tra loro da un alto muro dove al centro, dal cancello del civico n°6, con i pilastri sormontati da due putti ad altezza naturale in marmo di Botticino, si accede al cortile a pianta quadrata . A destra e a sinistra (sui lati est ed ovest) due barchesse da 5 archi (di cui 4 chiusi e finestrati) con accesso dall'arco centrale aperto e a chiudere sullo sfondo (a nord) la villa neoclassica caratterizzata dal portico a 5 arcate principali più una di dimensioni ridotte sulla sinistra, rette da pilastri in marmo di Botticino. In corrispondenza di dette arcate, al piano primo, le finestre e nel centro un finestrone con eleganti colonnine sempre nella medesima pietra. Il terzo piano (in realtà sottotetto) riprende con dei finestrini ribassati sovrastanti le finestre del piano primo. Il lato est della villa si affaccia su un vigneto di Pinot Nero ad alta densità che domina quel lato del parco.

La parte principale è caratterizzata da 5 finestre sia al piano terra, che al primo che al sottotetto, sormontate in centro da un'elegante torretta piccionaia.

L'interno della villa è a pianta veneta. Un'importante ingresso chiude sul fondo con la sala da pranzo completamente decorata con un paesaggio di fantasia (dei primi dell'800) che si affaccia sul giardino da una grande porta finestra arcuata e sul prolungamento nord, una piccola stecca a due piani (un tempo per il personale di servizio), elegantemente caratterizzata da finestre e portone ad ogiva e merlature in gronda in stile neogotico. Sui lati salotto, salottino ed accesso alla scala neoclassica che porta al piano primo dove un salone decorato sovrasta l'ingresso più la parte di portico sottostanti e s'affaccia dal finestrone sul cortile di accesso. Da questo si accede a 4 camere da letto oltre che ad un altro lato della casa ed alla scala di servizio. La villa è tuttora abitata ed arredata e non è visitabile.

A Nord dei Palazzi si trova il parco romantico di circa due ettari disegnato nei primi del 1800 attorno ad un maestoso Cedro del Libano alto circa 40 metri, che risale all'epoca precedente all'architettura Romantica.

Il giardino è movimentato da lunghi vialetti in ghiaia fra piante bicentenarie; passeggiando si possono ammirare numerose varietà di piante secolari: Tassi (Taxus Baccata) e Cedri Deodara e Libano, Atlantica Glauca, Faggi, Carpini e Ippocastani, ed esemplari singoli di Libocedro, Tiglio, Magnolia Stellata e Magnolia Grandiflora. Inoltre, varie essenze arbustive profumano e colorano il giardino in ogni stagione: Rose, Peonie, Dalie, Olea Fragrans, Calicantus, Ortensie, Lauri, Lecci, Castagni e Spiree.

In questo piacevole percorso tra il verde trovano posto una fontana cinquecentesca, una ghiacciaia in tufo ed un belvedere che si affaccia sul vigneto interno, caratterizzato da viti di Pinot Nero.

Le vigne di Mosnel sono quasi tutte raccolte intorno all'azienda tanto che dalla finestra del loggiato se ne può abbracciare con lo sguardo una larga parte. Si tratta di 40 ettari vitati condotti tutti secondo la viticoltura biologica. L'altitudine è intorno ai 250 metri slm, praticamente un morbido tappeto che si appoggia sull'anfiteatro morenico principale.

La scelta di allevare i propri vigneti secondo la viticoltura biologica è frutto di una sensibilità a 360°, una visione che ha portato Mosnel a compiere con coerenza tante altre azioni coordinate tra loro.